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Direzione artistica

Giuseppe Biscaglia e Francesco Scaringi

 

Consulenza artistica per la danza

Massimo Carosi

 

Direzione organizzativa, Ufficio stampa, Promozione

Associazione Basilicata 1799

 

Direttore di produzione

Mimmo Nardozza

 

Grafica

Mauro Bubbico

 

Web

Vertigo / Generazione Zero

 

Fotografie

Salvatore Laurenzana

 

Service e allestimenti

Olindo Linguerri / Wave Service

 

Stampa

Motola snc

 

Organizzazione

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Alberi, Fuoco, Rito.

 

Il Festival Città delle 100 scale, Rassegna internazionale di danza urbana e arti performative giunge alla sua V edizione, confermandosi uno dei festival più innovativi ed originali del Mezzogiorno. Anche quest'anno, nonostante la ristrettezza economica, offre proposte di spessore e qualità e vuole dare una rappresentazione significativa dell'attuale panorama della danza urbana e delle arti performative in ambito europeo.

Come ogni anno, il Festival sintetizza il proprio concept in tre parole chiavi e ha tre sezioni intrecciate tra loro. Le parole sono: Alberi, Fuoco, Rito. L'esplicito richiamo è alla comunità. A partire da un riferimento alla tradizione dei Fanoi (festa degli alberi in fuoco di Potenza) si vuole esplorare il significato che assume oggi la comunità (communitas) e come essa può essere intesa di fronte ai tanti fenomeni di disarticolazione, frantumazione e precarietà esistenziale e politica.


Le sezioni sono tre. Fanoi è dedicata a Paolo Rosa (morto recentemente) che con Studio Azzurro (famoso gruppo milanese di artisti multimediali) realizzò l'installazione Fanoi sulla Gradinata del Popolo a Potenza nel 2009 – che suscitò tanto interesse ed ebbe grande successo. Al centro, il tema della festa e del Rito (sviluppato più estesamente nella seconda sezione), quali elementi di manifestazione e com-posizione della comunità. Si tratta di comprendere come essi possano essere reinterpretati nei contesti attuali, quali significati ad essi attribuire come elementi di "resistenza" alla perdita comunitaria, senza invocare pericolosi miti di appartenenza, di esclusione-isolamento che sfociano nel razzismo.


In filigrana vi è un richiamo a Ernesto De Martino, un antropologo, un pensatore che oggi, sempre più, viene inserito all'interno di un dibattito internazionale a partire dai suoi studi sulla crisi della presenza e sulle apocalissi culturali.


La terza sezione Petrolio, si richiama all'incompiuto testo di Pasolini. Non vuole essere una elaborazione o rielaborazione del testo. È un richiamo al petrolio, ad una realtà, cioè, che incide tanto sulla Basilicata ed è contemporaneamente (nello spirito pasoliniano) una metafora delle profonde trasformazioni sociali, culturali e politiche che l'attuale società sta vivendo. Una finestra aperta, che sarà presente anche nelle prossime edizioni. Un osservatorio, sensibile e anche provocatorio, su ciò che oggi segna il corpo, la mente, lo stare al mondo delle donne e degli uomini d'oggi.

V EDIZIONE

ALBERI / FUOCO / RITO

Potenza, 20 ottobre / 18 dicembre 2013

 

domenica 20 ottobre / ore 19.00

Spazio ex Vivalat – Viale del Basento

FANOI

LA FESTA LAICA DEGLI ALBERI IN FUOCO

in ricordo di Paolo ROSA, Studio Azzurro

Installazione di Silvio GIORDANO, OSA, WOP
con ABITO IN SCENA, Antonio INFANTINO & band, Pino QUARTANA, Vito VIGLIOGLIA,

DJ ZWALA / CYCLE PART ONE / un fuoco sonoro in eterno divenire

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

lunedì 21 ottobre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

Alessandro SCIARRIONI
FOLK'S

invenzione, drammaturgia Alessandro SCIARRONI


arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 1

lunedì 28 ottobre / ore 20.30

Casa del Volontariato - Via Sicilia (ex Ipias)

Mimmo SAMMARTINO

CANTO CLANDESTINO


arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 2

mercoledì 6 novembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

ANTONIO LATELLA Teatro

A. H.

drammaturgia Federico BELLINI e Antonio LATELLA

con Francesco MANETTI

regia Antonio LATELLA

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 3

venerdì 8 novembre / ore 18.00

Cappella dei Celestini
Francesco SCARINGI
, Presidente Basilicata 1799

IL TEMPO DELL'APOCALISSE. PASOLINI E DE MARTINO

--
Mariangela CAPORALE
, Università degli Studi Federico II Napoli

LA TERRA DARÀ ALLA LUCE LE OMBRE

Uomo e Dio di fronte ad Auschwitz

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 4

martedì 12 novembre / ore 17.30

Cappella dei Celestini

Laura BAZZICALUPO, Università degli Studi di Salerno

IL CULTO DEL BIOS/VITA ED IL SUO ROVESCIO MORTIFERO

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

mercoledì 13 novembre

Scala mobile 1 (da Stazione Centrale a Via Nazario Sauro)

Simona BERTOZZI

BIRD'S EYE VIEW

A volo d'uccello

coreografia e danza Simona BERTOZZI

--

Cristina RIZZO

INVISIBLE PIÈCE

CONTEMPLATION PIÈCE / INVOLVING PIÈCE / DEAD PIÈCE

concept e coreografia Cristina RIZZO

--
Seifeddine MANAÏ / B.F.A.M.

M.A.K.T.O.U.B.

in anteprima nazionale

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 5

venerdì 15 novembre / ore 20.30

Accademia Teatro

Pino QUARTANA

PREDICA AI GATTI / INFERNO 2.0

una produzione OAT/Officina Accademia Teatro

 

arrow5-rossa FANOI

mercoledì 20 novembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

VITUS

HOME LOVE RECORDING

concerto

 

arrow5-rossa FANOI

giovedì 21 novembre / ore 20.30

Cappella dei Celestini

DOMENICO BRANCALE

INCERTI UMANI

performance in collaborazione con il regista Jacopo Mario GANDOLFI

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

domenica 24 novembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

Chiara FRIGO

SUITE-HOPE

A Show for two performers and a people of paper men

concept Chiara FRIGO


arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

martedì 26 novembre / ore 19.00

Il Salone dei Rifiutati

LA LUNA AL GUINZAGLIO

CONTEMPORANEITÀ

ovvero alla ricerca delle relazioni in gioco

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

venerdì 29 novembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

Compagnia VIRGILIO SIENI

SONATE BACH

di fronte al dolore degli altri

coreografia, regia, scene Virgilio SIENI

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

mercoledì 4 dicembre / ore 20.30

Spazio pubblico

Roger BERNAT / FFF

LA CONSAGRACIÓN DE LA PRIMAVERA /

LE SACRE DU PRINTEMPS di Igor STRAVINSKI

di Roger BERNAT a partire dalla coreografia di Pina BAUSCH

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

domenica 8 dicembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

Riccardo BUSCARINI

THE PLUSIES: FRIENDS

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

venerdì 13 dicembre 29 dicembre / in loop ogni 15 minuti dalle 17.00 alle 18.30

Ascensori Scala Mobile 2 / Via Alianelli

Compagina teatrale ABITO IN SCENA

PARTY ELEVATOR

con Monica PALESE e Luca MORELLI

regia Leonardo PIETRAFESA

 

arrow5-rossa RITO/COMUNITÀ

domenica 15 dicembre / ore 19.00 - 20.00 - 21.00

U-Platz, Spazio civico e teatrale (via Tirreno 49, Rione Cocuzzo / Serpentone)

GOMMALACCA TEATRO / LA KLASS

MOUNRING BECOMES ELECTRA

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 6

martedì 17 dicembre / ore 18.30

Ridotto Teatro Francesco Stabile

STILL LIFE (2013)

Incontro pubblico con

Stefano RICCI e Gianni FORTE

Modera

Francesco SCARINGI

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 7

mercoledì 18 dicembre / ore 20.30

Teatro Francesco Stabile

RICCI/FORTE performing arts ensemble

STILL LIFE (2013)

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 8

gennaio 2014 / ore 20.00

MAL D'AGRI

di Mimmo NARDOZZA, Marcella DI PALO e Salvatore LAURENZANA

 

arrow5-rossa PETROLIO APPUNTO 9

gennaio 2014 / ore 20.30

COLLETTIVO INTERNOENKI

M.E.D.E.A. Big Oil

testo e regia Terry PATERNOSTER

Rito fa riferimento alla danza e al teatro che sorgono dalle primitive forme rituali, profondamente connessi con la comunità. In questa sezione si vuole attivare una dimensione rituale partecipativa, senza prefigurare gerarchie, forme di esclusione, dove l'azione artistica ritorni ad essere pratica del dono e ricerca di una bellezza generativa di rinnovata sensibilità (Andrea Balzola-Paolo Rosa). Una riformulazione dell'arte del dono in cui l'operare artistico è esso stesso donazione, pratica del dono che crea relazioni fuori dal contesto utilitaristico ed economico. Il dono in questo caso non è scambio di oggetti, ma assume il carattere di evento in cui prevale l'elemento immateriale della relazione, della donazione reciproca: uscire fuori di sé, comprendere che non apparteniamo solo a noi stessi, ma che ci comprende una rete di relazioni che contribuiamo a tessere.
 

La comunità dunque non può definirsi sull'appartenenza. Ciò comporta rischi di chiusura in una identità che trova esaltazioni in forme semplificati di riti settari e integralisti. La stessa ritualità va rinnovata oltre l'idea tradizionale di compattamento simbolico della comunità, fatta per escludere l'altro. L'elemento positivo della ritualizzazione sta nella dimensione corale dell'inclusione. Essa va anche liberata dalle forme di ritualità imposte, stereotipate, finalizzata a consumi collettivi o a finte liberazioni individuali.
 

"Walter Benjamin ricorda che l'arte nasce dal rito, da un processo d'identificazione e dal senso di appartenenza che una determinata icona o oggetto produce all'interno di una comunità... Nel momento in cui l'arte perde il suo legame con il sociale si allontana sempre più dalla sua dimensione rituale e dalla dimensione condivisa, fino ad arrivare al punto estremo attuale in cui si chiude in cellula totalmente autoreferenziale, non coinvolgendo minimamente il territorio e la comunità, se non per quegli aspetti che hanno un valore puramente comunicativo, mediatico o di mercato. In questo contesto la dimensione rituale, che è poi origine ed essenza della pratica artistica si perde" (Balzola-Rosa).