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gennaio 2014 / ore 20.30


testo e regia Terry PATERNOSTER
 

È una rielaborazione del mito di Medea nella Basilicata odierna, sventrata dalle trivellazioni. L'eroina è una donna lucana disattesa nelle promesse e tradita dallo straniero, il Big Oil-Giasone, ruolo simbolico affidato a una compagnia petrolifera. È l'amante infedele che non mantiene la promessa d'amore, di crescita e di progresso a un paese che regala ricchezza in cambio di povertà. In questo senso, anche Medea è "simbolo": è l'amante tradita, ma anche metafora di una chiusura mentale che la fa vittima e carnefice insieme. A riverberare la sua stoltezza, il mormorio animalesco di un popolo-branco (il coro) che è evocazione di un'umanità divisa pedissequamente fra miseri e potenti, incapaci di elaborare, al contempo, una coscienza di classe e una classe di coscienza. Il tragico che si racconta è quello del Sud dei nuovi sottoproletari, di una Val d'Agri dove l'incidenza tumorale supera largamente la media nazionale. La documentazione è il frutto di testimonianze che i cittadini hanno messo a disposizione nel raccontare una realtà in cui oggi Medea non è altro che il nome di un master organizzato e gestito dalla Scuola Enrico Mattei e fortemente voluto da Eni.

Terry Paternoster nasce nel 1979 a Milano. Dopo il diploma d'Arte drammatica, si laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. Qui inizia la sua carriera professionale, lavorando con registi italiani e stranieri. Riceve Con "Medea Big Oil" il premio Scenario Per Ustica. È fondatrice e direttore artistico dell'associazione InternoEnki, con cui lavora alla costituzione di un teatro incivile, dissacrante e politico, capace di coniugare impegno civile e ricerca, alla riscoperta di un linguaggio in grado di trasformare la scena in uno strumento d'arte e controinformazione. Il collettivo è in residenza permanente nel centro sociale Zona Rischio di Roma. La vittoria del bando "Napoli Fringe Festival" ha rappresentato una forte spinta e incoraggiamento, la conferma che la direzione intrapresa, magari opinabile per scelte di stile o gusto, è sicuramente una realtà che vive e che vuole e deve farsi ascoltare.