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La compagnia potentina Abito in scena porta sul palcoscenico del teatro Francesco Stabile di Potenza uno degli autori britannici più importanti e poliedrici del teatro contemporaneo che ha ricevuto il premio nobel per la letteratura nel 2005.

 

Teatro Francesco Stabile
domenica 29 novembre, ore 20.30
COMPAGNIA ABITO IN SCENA
Ceneri alle ceneri
prima nazionale
di Harold Pinter
(trad. Alessandra Serra)
con Monica Palese e Andrea Tosi
regia Leonardo Pietrafesa

 

Morto nel 2008, Pinter era nato a Londra il 10 agosto del 1930 ed è stato considerato, soprattutto nelle sue prime opere, l’erede di Samuel Beckett. Il suo teatro ha saputo guardare anche alla politica, coma una dimensione tragica dell’umanità che può condurre il potere senza il riconoscimento della dignità umana a compiere atti nefandi contro la libertà e l’essere umano. Le sue opere disegnano spazi e scenari minimi, in cui i personaggi in scena si svelano pian piano nella loro contraddittoria e drammatica complessità psicologica, nei misteriosi ricordi, nei dialoghi intensi ed allusivi che creano cariche atmosfere.
Il dramma proposto “Ceneri alle ceneri (Ashes to Ashes)” non ha avuto una grande frequentazione su palcoscenici italiani. Di qui l’interesse della produzione di Abito in scena che ritorna su un testo che il Guardian, giornale londinese, all’uscita nel 1996 definì “un'opera straordinariamente potente: elusiva, mesmerica, disturbante. Forte e violenta fin dalle prime battute.” “Cosa possono tradurre le parole? Cosa c’è oltre le parole? E nei silenzi?”, sono le domande che offrono la chiave interpretativa al regista, Leonardo Pietrafesa e ai due attori, Andrea Tosi, e Monica Palese, anima della compagnia, che interpretano i soli due personaggi in scena, Devlin e Rebecca, che si raccontano senza mai svelarsi totalmente, melodie comuni e affetti familiari, che allontanano una figura del passato che affiora costantemente fin dall’inizio. Un amante... un tradimento, forse. Spazi altri, visioni, oggetti destabilizzano l’apparente quotidianità. Tutto diventa un “non luogo”e quel senso di incomunicabilità svela nuove verità e l’atrocità di un passato che ci accomuna tutti.