Riconoscere la straordinaria grandezza, complessità e singolarità della nostra tradizione cinematografica rileggendola alla luce di alcuni concetti o categorie fondamentali.
Ridotto Teatro Francesco Stabile
giovedì 3 dicembre, ore 17.30
Il racconto delle migrazioni nel cinema italiano
relatore MASSIMO COVIELLO, autore della voce "Emigrazione"
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presentazione del volume Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita, vol. II (Mimesis edizioni)
Intervengono
Bruno Roberti, professore associato presso l’Università della Calabria, membro del comitato editoriale del “Lessico del cinema italiano”
Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission
Conduce
Francesco Scaringi, direttore Festival Città delle cento scale
La serata sarà divisa in due momenti. Il primo sarà dedicato a “Il racconto delle migrazioni nel cinema italiano“, con un intervento del giovane studioso della rappresentazione visiva di origine lucana, Massimiliano Coviello, autore della voce "Emigrazione" all’interno del primo volume dell’opera. Il secondo momento sarà dedicato alla presentazione del volume II de Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita, con gli interventi Bruno Roberti, professore associato presso l’Università della Calabria e membro del comitato editoriale del “Lessico del cinema italiano”, Paride Leporace, direttore della Lucana Film Commission con la conduzione di Francesco Scaringi, direttore del Festival Città delle Cento Scale per il quale la scelta del lemma emigrazione si accompagna al tema del festival di quest’anno, che riguarda l’idea della precarietà quale attuale e condizione dell’esistenza.
Il cinema italiano, a partire dagli inizi del novecento al primo decennio del nuovo millennio, ha raccontato una storia dei flussi migratori in cui alle ragioni del viaggio si affiancano le percezioni e i giudizi sociali nei confronti delle forme di vita migranti. Ripercorrendo questa storia fatta di partenze, arrivi e ritorni, di rimorsi e speranze, di respingimenti, integrazioni e negoziazioni identitarie, emerge una cartografia dello spostamento in cui la modulazione dei sentimenti connessi alle migrazioni dialoga con le forme della rappresentazione.
Lessico del cinema italiano. Forme di rappresentazione e forme di vita è un’opera strutturata in tre volumi (ne sono stati pubblicati due) che procede per ordine alfabetico, per lemmi senza un rigoroso ordine cronologico. Come afferma il curatore dell’opera, Roberto De Gaetano, si tratta “di poter riconoscere la straordinaria grandezza, complessità e singolarità della nostra tradizione cinematografica rileggendola alla luce di alcuni concetti o categorie fondamentali. Una lettura che non si sviluppasse esclusivamente lungo una dimensione contenutistica, ma che fosse in grado di mettere in relazione – come indica il sottotitolo dell’opera – forme di vita e forme di rappresentazione, lungo tutte le voci che compongono i tre volumi”. In tutti i testi, la storia e le storie del cinema si intrecciano con la storia del nostro Paese e della nostra società. Ogni saggio parte dal riferimento preciso a un film molto recente, per poi allargarsi a ripercorrere tutto il secolo di storia della nostra cinematografia. Guardare al passato per capire meglio il presente, e leggere il presente per poter rileggere altrimenti il passato. “L’incontro che il Festival propone – ha dichiarato Francesco Scaringi direttore del Festival - riguarda la presentazione di un’opera di grande interessa per il cinema italiano e nello stesso tempo l’apertura verso l’analisi di fenomeni della nostra società attraverso la lente cinematografica che tiene in sé diverse forme dell’espressione e della testimonianza. Esiste una rassomiglianza tra il Festival e il Lessico del cinema, ogni anno scegliamo dei lemmi (parole concetti) per orientare il nostro festival nelle varie proposte del mondo delle arti performative, qui ci troviamo di fronte ad un‘opera organizzata per lemmi/concetti che mettono in relazione la realtà con il cinema. L’intento è di commentare ogni anno un lemma dell’opera che sia in particolare sintonia con le scelte del nostro festival”.
Massimiliano Coviello
Ha conseguito un dottorato di ricerca in “Studi sulla rappresentazione visiva” presso l’Istituto Italiano di Scienze Umane. È stato assegnista di ricerca post-doc presso l’Università di Siena. Fa parte della redazione di “Carte semiotiche. Rivista internazionale di semiotica e teoria dell’immagine” e di “Fata Morgana”. Ha pubblicato saggi in: Nuovo Cinema Tedesco (Junger/Neuer Deutscher Film) (2014, a cura di Luca Venzi), Sguardi incrociati. Cinema testimonianza, memoria nel lavoro teorico di Marco Dinoi (2011, a cura di). Tra le sue pubblicazioni Testimoni di guerra. Cinema, memoria, archivio Edizioni Ca’ Foscari. Coordina la redazione del blog Il lavoro culturale.
Roberto De Gaetano
Insegna Filmologia presso l’Università della Calabria. Si è occupato di teoria del cinema e di analisi delle forme del cinema italiano. Tra le sue pubblicazioni: Il corpo e la maschera. Il grottesco nel cinema italiano (Roma 1999), Il visibile cinematografico (Roma 2002), Teorie del cinema in Italia (Soveria Mannelli 2005), L’immagine contemporanea. Cinema e mondo presente (Venezia 2010), La potenza delle immagini. Il cinema, la forma e le forze (Pisa 2012), Nanni Moretti. Lo smarrimento del presente (Milano 2015). Dirige il quadrimestrale di cinema “Fata Morgana”.
