di e con Enzo MOSCATO
Struggente. Lirico. Emozionante.
Compleanno è divenuto negli anni un monologo di culto del teatro contemporaneo. Una strana creatura, senza nome, metà maschio e metà femmina, metà saggio e metà folle, si appresta a celebrare un bizzarro rituale. Un compleanno, forse, a giudicare dal vassoio con la torta e le candeline accese. Ma forse, anche, un rito funebre, o magari l'uno e l'altro assieme.L'importante è che questa ibrida, inverosimile creatura non ci dica mai il suo nome, ma che nomini invece gli altri, le cose, le anime, i corpi.
Tutta la sua affabulazione, vorticosa, rapidissima, ruota attorno a una sedia vuota, e pur tuttavia occupata, nel suo acceso immaginario, da 'Ines', alternamente oggetto e parziale soggetto. Ines, l'appellativo ripetuto della sua invisibile compagna, altro non è che l'anagramma di sine, dal latino senza. Ma potrebbe pur essere l'anagramma di seni, come a voler rimarcare il rapporto con l'altrove, la mancanza.
Il monologo è dedicato ad Annibale Ruccello, giovane drammaturgo tragicamente scomparso nel 1986.
