lunedì 28 ottobre / ore 20.30
Potenza, Casa del Volontariato - Via Sicilia (ex Ipias)
ingresso gratuito
Una preghiera laica, un grido di denuncia, un coro greco dei dolori migranti. "Un canto clandestino saliva dall'abisso" è un po' di tutto questo. È trasfigurazione lirica di fatti realmente accaduti nella notte fra il 25 e il 26 dicembre del 1996 al largo di Portopalo, nel Canale di Sicilia, quando, in seguito a una collisione fra due imbarcazioni, circa trecento clandestini fecero naufragio. Duecentottantatré tra indiani, pakistani, cingalesi finirono in fondo al mare. Fino al 3 ottobre 2013 è stata quella la più grande tragedia nel Mediterraneo dalla Seconda guerra mondiale di cui si è saputo. Ma quegli uomini e quella storia sono rimasti ignorati. Furono annegati-negati. Una tragedia che ha continuato a ripetersi. Talvolta in silenzio. Talvolta davanti agli occhi, talvolta stupiti, più spesso indifferenti, dell'Occidente opulento. Che si è posto solo il problema di come respingere quelle vite. Di come innalzare, contro di loro, recinti. Una scelta crudele quanto inutile per chi sta fuggendo da guerre, persecuzioni, genocidi. E dalla fame.
